
La BCE ha aumento i tassi di interesse fermi da oltre dieci anni. Il primo di una serie di aumenti che in pochi mesi ha portato il tasso all’1,5% ricordando che per anni è stato a -0,5%.
L’obiettivo è quello di arginare l’inflazione.
Tutto questo però si ripercuote sul mercato dei mutui ipotecari. Lo scorso anno la percentuale di acquirenti che ha acquistato un immobile usufruendo di un finanziamento bancario si aggira attorno al 60% con un erogato medio di 115000 euro.
Un esempio è utile a capire: un mutuo variabile di 150mila euro della durata di 25 anni aveva fino a qualche mese fa una rata mensile di circa 600 euro. Ad oggi la rata potrebbe aver raggiunto una rata di circa 750 euro. Un aumento del costo di 1800 euro annui per la famiglia acquirente.
Questo ha delle ripercussioni importanti specialmente per i mercati di paese, in cui il valore di compravenduto è sotto media nazionale di 125000 euro. Gli istituti bancari di norma valutano il rapporto rata/reddito per la percentuale di un terzo – per capirci – reddito mensile 1800 euro rata massima ottenibile 600 euro. Un aumento della rata riduce il numero degli acquirenti. Un minor numero degli acquirenti porta quindi ad una riduzione del prezzo di mercato.
Ad essere colpiti quindi saranno i mercati sotto i 50000 abitanti. Una minor riduzione nelle città di provincia mentre una buona stabilità la potremo trovare nelle città metropolitane.
E’ utile ricordare però che che la storia della crescita del nostro settore immobiliare è avvenuta con un sano e normale interesse superiore al 2%.
Pertanto avremo una certa flessione su tutto il mercato nazionale ma una ripresa ordinaria nel medio lungo periodo.
E’ opportuno pianificare i propri investimenti immobiliari e la gestione del proprio patrimonio immobiliare in linea al periodo di possesso e agli interventi necessari. SerraREA si occupa proprio di questo.